È possibile che una dieta vegetariana migliori o ci restituisca addirittura la salute?
Può prevenire alcune malattie?
Da molti anni i sostenitori del vegetarianesimo rispondono affermativamente, anche se in passato non hanno goduto dell'appoggio da parte della scienza ufficiale. Recentemente, però, sono stati scoperti legami sempre più evidenti tra il consumo di carne e mali terribili come le malattie cardiache e il cancro. Questi dati hanno convinto i ricercatori a esaminare il vegetarianesimo con occhi diversi.
Già dal 1960 gli scienziati sospettavano che una dieta a base di carne fosse in qualche modo legata allo sviluppo dell'arteriosclerosi e delle malattie del cuore. Già dal 1961 il "Bollettino dell'Associazione dei Medici Americani" scriveva: "Dal 90 al 97% dei casi le malattie cardiache possono essere scongiurate con una dieta vegetariana". Da allora diverse ricerche sistematiche hanno dimostrato scientificamente che accanto all'uso di alcol e di tabacco, il consumo di carne è probabilmente uno dei fattori maggiormente responsabili della mortalità nell'Europa Occidentale, negli Stati Uniti e in altri paesi del "benessere". Il corpo umano non riesce a utilizzare quantità eccessive di grassi animali e di colesterolo. Un équipe di scienziati impegnati nella ricerca sull'arteriosclerosi in 23 paesi del mondo ha presentato i risultati di questo studio. Le conclusioni, praticamente unanimi , hanno rivelato che esiste un legame tra l'alimentazione, gli alti livelli di colesterolo e le malattie cardiache. Quando una persona assume maggior quantità di colesterolo di quanto il corpo ne richieda (cosa che avviene generalmente in una dieta a base di carne), l'eccesso di colesterolo diventa gradualmente un problema. Si accumula infatti sulle pareti interne delle arterie, ostacola il flusso del sangue verso il cuore e può portare a un considerevole aumento della pressione sanguigna con conseguente possibilità di malattie cardiache e infarto.
Ricercatori universitari e dell'Ospedale Maggiore di Milano hanno dimostrato che la proteina vegetale può agire direttamente per mantenere basso il livello del colesterolo. In un suo comunicato il dr Sirtoni conclude che l'elevato tasso di colesterolo associato a malattie cardiache "può trarre sollievo da una dieta nella quale le proteine siano di origine esclusivamente vegetale".
E il cancro? Le ricerche svolte negli ultimi vent'anni suggeriscono uno stretto legame tra il consumo di carne e il cancro al colon, al retto, al seno e all'utero. Questi tipi di cancro sono rari tra coloro che escludono del tutto, o in parte, il consumo della carne dalla loro dieta come gli Avventisti del Settimo Giorno, i Giapponesi e gli Indiani, mentre sono molto diffusi tra le popolazioni che consumano abitualmente carne. Un articolo del giornale inglese The Lancent scrive: "Le popolazioni che abitano in zone dove si verificano molti casi di carcinoma al colon tendono a una dieta molto ricca di grassi e proteine animali; mentre coloro che vivono in zone a bassa incidenza seguono prevalentemente una dieta vegetariana, con pochi grassi o priva di sostanze animali."
Nelle sue Note sulla causa del cancro, Rollo Russel scrive: "Ho visto che su venticinque nazioni nelle quali il consumo di carne è abbondante, diciannove avevano un'alta incidenza di casi di cancro e solo una riportava una bassa incidenza, e che su trentacinque nazioni che consumano poca carne o non ne consumano del tutto, nessuna era contrassegnata da un'alta incidenza."
Perché i consumatori di carne sembrano più vulnerabili alle malattie? Biologi e dietologi rispondono semplicemente che l'apparato digerente umano non è adatto a digerire la carne. Gli animali carnivori hanno un intestino molto corto (tre volte la lunghezza del loro corpo) in modo che la carne, che va rapidamente in putrefazione con conseguente produzione di tossine, possa essere espulsa velocemente dal corpo. Poiché i cibi vegetali hanno un processo di putrefazione più lento di quello della carne, gli erbivori hanno l'intestino lungo almeno sei volte la lunghezza del loro corpo. L'uomo ha il lungo intestino di un erbivoro, perciò, se mangia carne, potrà risentire di un sovraccarico di tossine sui reni e probabilmente si ammalerà di gotta, artrite, reumatismi e persino di cancro.
Inoltre si deve rilevare che alla carne vengono aggiunte molte sostanze chimiche. Al momento della macellazione nel corpo dell'animale ha inizio il processo di putrefazione e dopo qualche giorno la carne ha assunto un colore grigio-verdastro che non promette nulla di buono. L'industria della carne deve dunque mascherare questo scoloramento con l'aggiunta di nitriti, nitrati ed altri conservanti che le diano un aspetto rosso e brillante. Ma le ricerche condotte in questo campo hanno dimostrato che molti conservanti sono sicuramente cancerogeni. Inoltre a peggiorare la situazione contribuiscono le massicce quantità di sostanze chimiche che vengono aggiunte ai mangimi quando l'animale è ancora vivo. Gary e Steve Null, nel loro libro "il veleno nel vostro corpo"riportano dati che dovrebbero farci riflettere attentamente e indurci ad evitare l'acquisto di bistecche o di prosciutto. "Gli animali sono tenuti in vita e ingrassati con una massiccia e continua somministrazione di tranquillanti, ormoni, antibiotici e altri duemilasettecento tipi di sostanze chimiche. Questa operazione ha inizio ancora prima della nascita e continua anche dopo la morte dell'animale. Sebbene queste sostanza chimiche siano ancora presenti nella carne quando essa viene consumata, la legge non richiede che esse siano dichiarate sulla confezione insieme con gli altri ingredienti." L'analisi dei risultati di queste ricerche ha fatto si che nel 1983 l'Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti dichiarasse che "Si potrebbero prevenire molte forme di cancro più comuni diminuendo il consumo di carni grasse e aumentando la quantità di verdure e cereali."
Ma è proprio vero che gli esseri umani sono fatti per mangiare la carne? Abbiamo proprio bisogno di proteine animali?
La risposta è no
. Alcuni storici e antropologi sostengono che l'uomo è storicamente onnivoro, ma il nostro equipaggiamento "anatomico" - denti, mascelle, apparato digerente - è destinato ad un'alimentazione priva di carne. L'Associazione Dietologi Americani commenta affermando che "la maggior parte dell'umanità, lungo il corso della storia umana, è vissuta seguendo una dieta prevalentemente vegetariana o quasi vegetariana." Quest'alimentazione è ancora seguita in gran parte del mondo. Anche nei paesi più industrializzati questa corsa al consumo di carne dura da meno di cento anni: è arrivata con i vagoni frigorifero e con la nostra civiltà dei consumi del ventesimo secolo:
Ma anche nel ventesimo secolo il corpo umano rimane comunque inadatto al consumo di carne. Il famoso scienziato svedese Karl von Linne afferma: "La struttura esterna e interna dell'uomo paragonata a quella degli altri animali dimostra che il suo cibo naturale è costituito da frutta e verdura." La tabella della pagina seguente paragona l'anatomia umana a quella degli animali carnivori ed erbivori.
Per quanto riguarda le proteine, il dott. Paavo Aiola, voce autorevole nel campo della dietetica e della biologia naturale ha qualcosa da dire:"La quantità quotidiana di proteine raccomandata ufficialmente è scesa dai 150 grammi di vent'anni fa ai soli 45 consigliati oggi. Le proteine che vengono assunte in eccesso nell'alimentazione non vanno soltanto sprecate, ma sono perfino una minaccia per il corpo e diventano causa di mali terribili come il cancro e le malattie cardiache. Per disporre di 45 grammi di proteine al giorno non avete bisogno di mangiare carne, perché potete trovarle a sufficienza in un'alimentazione vegetariana al cento per cento, che comprenda cereali, una quantità di legumi, di frutta secca, verdure e frutta.
Latticini,cereali, legumi e frutta secca sono veri concentrati di proteine. Il formaggio, le arachidi, e le lenticchie, per esempio, contengono, a parità di peso, una maggiore quantità di proteine di quante ne contengano hamburger, bistecche alla fiorentina e carne di maiale.
Eppure fino a poco tempo fa i dietologi pensavano che solo la carne, il pesce, le uova e i latticini contenessero proteine nobili (contenenti cioè gli otto aminoacidi che non vengono prodotti dal corpo) e che tutte le proteine vegetali fossero incomplete (prive cioè di uno o più aminoacidi).
Ma le ricerche condotte dall'Istituto Karolinska in Svezia e dall'Istituto Max Plance in Germania hanno dimostrato che la maggior parte delle verdure, della frutta, dei semi, della frutta secca e dei cereali sono ottime fonti di proteine nobili. Anzi si tratta di proteine più facilmente assimilabili di quelle della carne e inoltre sono immuni da tossine. E' praticamente impossibile che si verifichino carenze di proteine se nella vostra alimentazione sono presenti cibi naturali non raffinati in quantità sufficiente. Possiamo aggiungere che un'assunzione esagerata di proteine arriva persino a togliere energia al corpo. In una serie di prove di resistenza comparate, condotte dal dott. Irving Fisher dell'Università di Yale, i vegetariani hanno dato prova di possedere forza e resistenza doppia di quelle dei mangiatori di carne. Quando il Dott. Fisher ridusse ai non vegetariani la loro dose di proteine del venti per cento, la loro efficienza fisica aumentò del trentatré per cento.
Molti altri studi hanno dimostrato che un'alimentazione vegetariana ben equilibrata è più energetica e nutriente della carne. Gli studi di J. Iotekyo e di V. Dipani all'Università di Bruxelles dimostrano che i vegetariani possono resistere a prove fisiche due o tre volte più a lungo dei non vegetariani prima di stancarsi - ed è stato notato che i vegetariani si riprendono dalla fatica cinque volte più in fretta dei mangiatori di carne.
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