Tutte le più grandi Scritture religiose raccomandano all'uomo di vivere senza uccidere inutilmente. Il Vecchio Testamento insegna: "Non uccidere." (Esodo 20.13) Tradizionalmente questo insegnamento viene distorto e molti lo interpretano solo in relazione all'omicidio. Ma la parola originale ebraica è tirtzach, che significa esattamente "non uccidere." Il dizionario completo ebraico inglese del dottor Reuben Alcalay afferma che la parola tirtzach, specialmente nell'uso ebraico classico, si riferisce a "qualsiasi tipo di uccisione", e non necessariamente all'uccisione di essere umano. Sebbene il Vecchio Testamento contenga qualche accenno alla carne come nutrimento, chiarisce tuttavia che la situazione ideale è il vegetarianesimo. Nella Genesi (1.29) Dio stesso dice: "Guarda, Io ti ho dato ogni erba con il suo seme e su tutta la Terra ogni albero con il suo frutto che contiene il seme di ogni albero: questo sarà il tuo cibo." Negli ultimi libri della Bibbia anche i profeti condannano il consumo della carne. Molti cristiani sono stati trattati in inganno da alcuni passi del Nuovo Testamento dove si dice che Cristo mangiò carne. Ma studi accurati sugli antichi manoscritti greci hanno rivelato che le parole tradotte con "carne", sono trophe e brome, che significano solo "cibo" o "atto del mangiare in senso lato". Ad esempio nel Vangelo di S. Luca (8.55) si legge che Gesù resuscitò una donna dalla morte e "ordinò di darle della carne". La parola greca originale tradotta con "carne" è "phago", che significa solo cibo." La parola greca "carne" è kreas e non viene mai usata in riferimento al Cristo, quindi neanche nel Nuovo Testamento è mai detto che Cristo mangiò carne. Questo del resto coincide con la famosa profezia di Isaia sulla comparsa di Gesù: "Ecco, una vergine concepirà e darà alla luce un figlio e il suo nome sarà Immanuel. Burro e miele saranno il suo cibo poiché egli saprà rifiutare il male e scegliere il bene." Nel libro Così parlò Maometto (traduzione dall'Hadith del dr M. Hafiz Syed), i discepoli del profeta Maometto gli chiedono: "In verità ci sono ricompense per chi fa del bene ai quadrupedi e chi dà loro da bere?" Maometto risponde: "Ci sono ricompense per chiunque faccia del bene agli animali in genere." Buddha insegnò che l'ahimsa (la non-violenza) e il vegetarianesimo sono passi fondamentali sulla via della coscienza del sé. Anche le antiche Scritture vediche dell'India, che risalgono a tempi precedenti il Buddismo, indicano la non-violenza come il principio fondamentale del vegetarianesimo. La Manu-samhita, l'antico codice indiano di leggi, stabilisce: "Per avere carne è sempre necessario ferire delle creature viventi, si eviti dunque di mangiare carne." In un altro punto della Manu-samhita è detto: "Considera la disgustosa origine della carne e la crudeltà di incatenare e di uccidere delle creature, è necessario astenersi dal mangiare carne." Nella Bhagavad-gita (15.18) Krishna spiega che la perfezione spirituale comincia quando si vede l'uguaglianza di tutti gli esseri: "L'umile saggio illuminato dalla pura virtù vede con occhio equanime il brahmana nobile ed erudito (il sacerdote), la mucca, l'elefante, il cane e il mangiatore di cani (fuoricasta)." Krishna c'insegna anche il principio del vegetarianesimo spirituale quando afferma: "Offrimi con amore e devozione un frutto, un fiore, una foglia o dell'acqua, e Io l'accetterò."
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